Cervelli in fuga

I nostri ripetuti tentativi di prolungare il visto di Lapo sono ripetutamente falliti, e i nostri pellegrinaggi alla ricerca di una frontiera più disponibile si sono conclusi con l’impossibilità di rientrare in Thailandia. Tuttavia adesso disponiamo di tre mesi di Malesia che ci permettono di prenderci la vita con calma. Così tanta calma che abbiamo abolito il treno e ci siamo spostati solo in autostop, accumulando una dozzina di passaggi in due giorni.

Abbiamo sfruttato la tenda di Lapo per accamparci nella giungla, dove ci è stato detto di “fare attenzione agli elefanti”. Niente elefanti… ma scimmie moleste a decine, insetti giganti ed un’umidità appiccicosa hanno reso la nostra breve permanenza nella foresta particolarmente sgradevole, almeno per me. Lapo invece, ormai navigato campeggiatore, si è trasformato in un allegro boyscout prendendosi cura di cena, tenda, e preparando un’area relax con foglie giganti. Se fossi stato da solo probabilmente sarei morto, quindi la sua compagnia continua a rivelarsi preziosa, come la sua propensione verso le lingue straniere che ci ha permesso di evitare il linguaggio dei segni ed intavolare invece delle piacevoli conversazioni con le numerose persone che ci hanno aiutato.

Cinquecento km dopo, siamo arrivati sulle Isole Perenthian, paradiso tropicale dalle spiagge bianche e acque cristalline. Ci siamo sistemati in un bungalow sulla spiaggia e ci siamo goduti un meritatissimo bagno dopo giorni di fame, sabbia e sudore. Il tempo è perfetto, se si escludono fugaci cicloni notturni che conciliano il sonno, rinfrescando l’aria e non causando eccessivi disagi.

Adesso siamo alla ricerca di un corso di immersione non eccessivamente costoso. Avendo già conseguito il PADI Open Water a Koh Tao qualche anno fa, adesso sono pronto per fare il corso avanzato… che mi dovrebbe permettere di esplorare relitti affondati, andare a maggiore profondità etc etc.. Ma stiamo rimandando pesci e coralli alla prossima settimana, visto che abbiamo trovato lavoro su un bar sulla spiaggia, la soluzione ideale per divertirsi, conoscere gente ed ammortizzare i costi, che naturalmente su un isola tendono a lievitare (il bungalow ci costa ben 4 euro a testa, che da queste parti non è proprio regalato…)

Il nostro beach bar!

Il lavoro consiste nel pulire la spiaggia, che per un ossessivo-compulsivo come me è l’ideale, servire ai tavoli ed in generale dare una mano… ma la maggior parte del tempo si tratta semplicemente di rilassarsi tra un bagno e l’altro bevendo birra e conversando con gente a caso.

Ancora non sappiamo cosa ci aspetta domani né quanto tempo staremo qua, ma i presupposti sono buoni, il posto è bellissimo e il tempo promette bene, quindi posticipiamo indefinitamente qualsiasi decisione e ci godiamo questo posto da sogno…!

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