Partenza…

E’ finita. La mia permanenza in India si è infine conclusa. Non vedo l’ora di tornarci, spero quanto prima, spero più a lungo, spero (ma non necessariamente) in compagnia! Non sprecherò fiumi di parole quindi dirò solo: “che spettacolo!”

Domani parto per la Malesia, di cui non so NIENTE.

Ho preso il mio ultimo treno indiano, diretto verso Trivandum, da dove prenderò l’aereo per Kuala Lumpur. Ho optato per l’ULTIMISSIMA classe: 3 euro per oltre mille chilometri. A bordo del “general compartment”, sconsigliato da tutti, Indiani compresi! Nessuna prenotazione, posti liberi, anarchia totale, sovraffollamento… per circa 21 ore. Non male. Sinceramente pensavo peggio. Certo, dormire è praticamente impossibile, stare in piedi per ore è la norma, il bagno è praticamente inutilizzabile e lasciare incustodito lo zaino equivale (presumibilmente) a perderlo per sempre… ma l’esperienza ne vale la pena! La gente è stipata in ogni angolo, dorme sotto i sedili, negli spazi dei bagagli, si stendono gli uni sugli altri… non faccio complimenti e mi butto nel mucchio. Ormai ho imparato che il concetto di “spazio personale” qua non esiste, e rotolo in un anfratto sotto una panca a fare compagnia a quello che da noi chiameremmo “barbone”… molto presto i crampi muscolari mi accartocciano come una foglia secca, ma riesco ad accumulare qualche ora di sonno. Al mio risveglio, qualche fermata dopo, scopro che il vagone affollato è diventato un vagone STRARIPANTE di individui. Non mi stupisco troppo, ma mi rendo conto che non posso più spostarmi visto che non c’è (per davvero!) un centimetro di spazio libero. Fortunatamente col passare delle ore si verifica un pò di ricambio di gregge umano che mi permette di conquistare, centimetro dopo centimetro, un posto accanto al finestrino. Alle   8 di mattina, dopo 11 ore, mi sono acclimatato, ho fatto amicizia e sono finalmente comodo. Ma mancano altre 10 ore. Leggo, scrivo, guardo il panorama, mangio… insomma, me la godo anche sul peggior treno del mondo. Ah ah!

Un’altra esperienza interessante che mi ha ricordato com’è la VERA India, così diversa da Goa… che mi aveva naturalmente preso in ostaggio: avevo continuato a rinnovare la prenotazione nell’ostello sulla spiaggia ad oltranza. Ne avevo bisogno e me lo sono meritato: le settimane precedenti hanno messo a dura prova corpo e spirito MA sono riuscito ad evitare l’ospedale, potenziali tragedie di qualsiasi tipo, non sforare il mio budget, divertirmi, imparare un pò di tutto etc etc… un inizio incoraggiante per questa avventura a giro per il mondo…

Ho autocelebrato le mie vittorie concedendomi una pausa dal mio rampante salutismo e mi sono regalato cocktail con ombrellino e fritture miste all’ombra delle palme, servito da Indiani occidentalizzati e servizievoli, in compagnia di intrepidi viaggiatori con i quali condividere esperienze al confine della realtà, allietati dal morbido profumo di charas, fumato in continuazione.

Sinceramente non ho imparato niente dal sollazzo tra le palme, un intrattenimento occidentale esportato su una spiaggia che importa occidentali… se non che TUTTI i turisti in procinto di terminare la propria permanenza in India si ritrovano a Goa per sgombrare il cervello dai disagi dell’ultima settimana/mese/anno di privazioni. Nessuno ce la fa più a spostarsi costantemente, litigare con il caldo e con gli Indiani, essere confinato in spazi ristretti e aria mefitica… e finiscono per “fare un salto a Goa”… per poi spenderci il resto della vacanza. Non ci sono alternative al relax. Le opzioni sono: dormire, mangiare, bere, ballare, leggere, socializzare, prendere il sole, nuotare, sport acquatici. E’ giusto così. Va bene. Siamo tutti d’accordo: ci lega una palpabile complicità mentre giustifichiamo la nostra presenza sulla spiaggia a non fare niente! Non mi dilungherò nella descrizione di Goa in quanto trattasi di una imitazione di un qualsiasi resort sulla spiaggia… solo MOLTO più economico e un po’ raffazzonato. Ma è comunque un paradiso… che mi ha stancato! E’ giunto il momento di continuare a salpare verso nuove avventure casuali. Vi farò sapere che succede da queste parti quanto prima.

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