Ritiro spirituale

“Fanetti: presente”.
Non siamo a scuola, non stiamo facendo l’appello… è come mi sento.

Va bene, non voglio impelagarmi in deliri pseudo-metafisici, nè perdermi in discorsi spiritualoidi… ma comincio ad intravedere un senso in tutto questo. Questa full-immersion libera da preconcetti sta dando suoi frutti… il mio studio TEORICO della materia mi ha permesso di avvicinarmi a concetti altrimenti lontani dalla mia quotidianità… ma la PRATICA è un’altra cosa. Ho avuto precedenti esperienze superficiali con yoga e meditazione… sempre vanificate da contesti dove l’applicazione di un modus vivendi così diametralmente opposto dalle mie abitudini mi riportava al punto di partenza. Come un seme… per dare i suoi frutti non può essere continuamente dissotterrato per “vedere a che punto è”… bisogna insistere.

Sto insistendo. Ci vuole tempo. Sopratutto ad uno come me, che NON segue la via più breve, ma si perde in distrazioni quali… “la vita vera”! Ancora non sono pronto ad abbandonare definitivamente la mia zavorra culturale e ritirarmi tra i monti alla ricerca del Divino, ma capisco QUANTO questa strada abbia senso e QUANTO tutto il resto sia una “perdita di tempo”. Dipende dai punti di vista.

In realtà stiamo tutti quanti impegnati in questa ricerca, ma i concetti sfumano facilmente quando gli approcci sono così soggettivi. Ognuno crea il proprio percorso, costruendosi un Significato personale, inseguendo la Verità… qualcuno prega il proprio Dio, qualcuno medita, qualcuno accumula denaro, qualcuno lo spende, qualcuno coltiva la propria salute, qualcuno la consuma… qualcuno dedica la propria vita agli altri, o allo studio, o semplicemente a sè stesso. Incredibilmente NESSUNO ha più ragione degli altri… finché è convinto della propria strada, la percorre ed è soddisfatto. 
Le nostre scelte sono così condizionate dal nostro habitat che difficilmente due persone hanno la stessa visione del mondo. La LINGUA stessa influenza il nostro modo di pensare, limitando il nostro intelletto al vocabolario che usiamo tutti i giorni. Interi concetti filosofici sono inafferrabili, confinati in parole intraducibili, alfabeti visivamente espressivi, grammatiche improbabili. Le diverse religioni risentono dell’influsso culturale… alcune dogmatiche e severe, altre metaforiche ed aperte ad interpretazione. La geografia, il clima plasmano i popoli e le loro abitudini, i loro costumi… e all’interno di un gruppo tutti condividono lo stesso pensiero… o vengono emarginati. Antropologicamente parlando è giusto che sia così: la coesione rinforza tradizioni che hanno origine per motivi pratici, anche se le motivazioni si sono perse attraverso le generazioni. Sto divagando, ma ci sarebbe da parlare per ore. Sorvoliamo.

Sono tra i monti di Kodaikanal, in un ashram (ritiro spirituale, l’equivalente di un nostro monastero)…  dove sto purificando il corpo e la mente. L’esperienza NON mi sta risultando troppo brusca grazie alla mia permanenza ad Auroville,,, dove ho dedicato ogni giorno alla meditazione seguendo i miei ritmi, introducendo questa pratica nella mia vita. Avevo a disposizione la foresta, l’ispirazione, ma sopratutto il Matrimandir, un colossale edificio sferico, dorato, circondato da un 12 stanze “tematiche” (Progresso, Armonia, Coscienza etc). Uno spazio dedicato alla concentrazione, alla crescita personale, ad accesso controllato e limitato (ingresso solo con prenotazione… niente turisti…) Un’ottima esperienza introduttiva, che mi ha permesso di scivolare delicatamente in quest’altra esperienza senza traumi eccessivi.




Adesso sono sul tetto dell’ashram, ed il panorama intorno a me cambia rapidamente, assecondando i capricci meteorologici tipici della zona. Dita di nebbia lambiscono mollemente le verdi montagne, rotolando pigramente verso valle, per svanire in un diafano sbuffo illuminato dal sole che appare e scompare, spennellando gli alberi con colori diversi a seconda dell’orario. A volte nuvole densissime circondano l’area, rendendo l’ambiente argenteo, onirico, mentre la coltre plumbea avvolge tutto sfocando le figure… non si vede niente e sembra di guardare direttamente all’interno del proprio cervello. Siamo lontani dal caos cittadino e sorseggio la noiosa quiete tipica della campagna… gli altri ospiti stanno scrivendo a loro volta… incoraggiati dal Maestro che invita tutti a tenere un diario, “pratico strumento di crescita”… qualcuno legge, qualcuno passeggia. Siamo solo sei ragazzi, il Maestro (americano, laureato in psicologia) e l’esperta di cucina (indiana, ex-direttrice di una clinica ayurvedica). La compagnia è ottimale (niente Indiani logorroici!): un Sudafricano, una Svedese, un’Irlandese, una Tedesca, un’Inglese. Tutti giovani, non eccessivamente spirituali… semplicemente studenti della Vita, come me. Ribadisco, compagnia ottimale.

Programma quotidiano:
06:00 Sveglia
06:30 The
07:00 Yoga, meditazione
08:30 Colazione
09:00 Tempo libero (camminare, leggere, scrivere, conversare)
10:30 Yoga, meditazione
12:00 Lezione cucina ayurvedica e preparazione pranzo
13:30 Pranzo
14:00 Tempo libero
15:30 Yoga, meditazione
17:00 The, lezione cucina ayurvedica e preparazione cena
19:00 Cena
20:00 Meditazione, pranayama
21:00 A letto…
Il programma è più lineare di quanto possa sembrare, in quanto segue un filo logico organico attraverso la giornata e la settimana: ogni sessione di yoga ha una funzione diversa, (risvegliare l’energia… rinforzare il fisico, migliorare la postura… favorire la digestione… acquisire consapevolezza… sincronizzare corpo, mente, respiro etc etc…)
I pasti sono costruiti intorno a principi precisi, studiati per essere sani, nutrienti, espellere le tossine, ripristinare i vari equilibri, il the è “speciale”, il latte è “speciale”… anche l’acqua è “speciale”. Il tutto è condito da spiegazioni SCIENTIFICHE (…che credete, poi controllerò su wikipedia!), lezioni, scambi di opinioni, impressioni…
Nel complesso non mi sono MAI sentito così in salute, completo, “presente”.

La meditazione è uno strumento potente, che diventa efficace solo con la costanza… in pratica si tratta di addestrare la mente, diventare padrone dei propri pensieri, invece di essere in balia delle onde nel mare della nostra coscienza… focalizzare l’attenzione su qualcosa: un mantra, il proprio respiro, un’immagine, una proiezione mentale… (i veri PRO non hanno bisogno di artifici, spengono il cervello, trovano la pace, e danzano con Dio…). Questa disciplina mentale ha molteplici risultati:


1) arrestare il caos emotivo che domina i nostri pensieri permettendoci di “vedere” più chiaramente (per osservare il riflesso della luna in una ciotola dobbiamo aspettare che l’acqua si plachi…);
2) portare la mente in una disposizione favorevole per entrare in contatto con l’Universo, la Natura, l’Energia, le Vibrazioni, o qualsiasi altro nome vogliamo dare a Dio;
3) allenarci a vivere nel presente, godendo del “qui ed ora” che scivola via ogni momento, sommerso da inutili preoccupazioni…
4) più semplicemente, (per chi ancora non è impazzito come me): la scienza della “pace indipendente da ausili esterni”: chi è GIA sereno e non è “alla ricerca” non ne ha bisogno! Alla maggior parte basta una serata in compagnia, un paio di scarpe nuove, il Grande Fratello, la musica a tutto volume, il proprio lavoro, un Padre Nostro, un gelato, il cielo stellato, correre, il sesso, una canna, un buon libro…

La meditazione vuole essere lo strumento definitivo, ateo, universale che ci dona la pace e la verità. Ci sono numerose alternative, più immediate, ma non altrettanto promettenti: a differenza della droga, che perde efficacia con l’uso ripetuto, i benefici delle pratiche spirituali seguono una curva esponenziale…


In realtà lo Yoga è una filosofia completa, molto pratica, niente di trascendentale… si parla di ottimizzare la vita, equilibrare ogni aspetto della nostra esistenza: mens sana in corpore sano. Prendersi cura del proprio corpo, cervello, anima, emozioni… attraverso l’alimentazione corretta, l’introspezione, lo studio, l’allenamento, lo “stretching” che serve a tonificare il fisico sviluppando consapevolezza dei propri muscoli, articolazioni, sincronizzando movimenti, respiro, pensiero, incanalando le energie. Ha senso!

Il mio diario filosofico-spirituale intanto sta acquistando volume, e spero di poter trovare il tempo di plasmarlo in qualcosa di uniforme, lineare, completo… ma sopratutto SENSATO. Per ora ha la forma di un flusso di pensieri sconnessi che vagano tra biologia ed evoluzione, coscienza e libero arbitrio, sociologia e politica, senso della vita e meccanica quantistica, religioni comparate e scienze cognitive… riassumendo: un vanisoliloquio pretenzioso ed inconcludente. Ma ci sono modi peggiori di sprecare le ore quindi non mi vergogno troppo. Dipingere con le idee è un passatempo stimolante, e quantomeno non fa ingrassare. Inoltre devo riversare da qualche parte l’overdose di pensieri che il mio cervello elabora in tutto questo tempo libero!

La prossima tappa sarà Goa, dove potenzialmente la mia purificazione sarà spazzata via… o forse integrerò la spiritualità con la vita mondana? O, molto più probabilmente succederà semplicemente qualcosa di imprevedibile che scombinerà qualsiasi mia aspettativa…



Cercherò di applicare i recenti insegnamenti in scenari MENO favorevoli. TROPPO facile raggiungere la pace dei sensi ed il benessere in un ambiente privo di stimoli e distrazioni! Lo scopo è riuscire a divertirsi VERAMENTE, nel “mondo reale” rinunciando alle tentazioni SENZA sacrifici… non ho intenzione di sopprimere istinti sopiti, nè rinnegare la mia natura, o mentire a me stesso… voglio, semplicemente, VIVERE! (Sembra facile…!)

 

 

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