Auroville


Bon. Da dove comincio. Sono ad Auroville, una città sperimentale in via di sviluppo… un progetto concreto in mezzo a tutti i fiumi di parole che si sprecano nelle bocche di giovani sognatori che vogliono cambiare il mondo. Qui si cerca di mettere in pratica tutte le teorie che riempiono i discorsi degli attivisti di mezzo mondo. Una città basata su valori semplici, ma essenziali. Ecologia, educazione, spiritualità, fratellanza, libertà… insomma le solite cose, ma qui cercano di essere CONCRETI.

Nel mondo ci sono innumerevoli comunità, cooperative, gruppi organizzati di individui che inseguono lo stesso sogno… ma falliscono miseramente, ghettizzandosi dalla società, proclamando un’inesistente futuro migliore confinato al mero autocompiacimento: una fuga da una società che non li rispecchia, verso una soluzione effimera che non permette alcun tipo di crescita collettiva, ma solo un isolamento che celebra la propria diversità attraverso la rinuncia ad un mondo i cui valori non vengono condivisi. Intanto “il mondo” giustamente se ne frega, insiste con i PROPRI valori consumistici, materialisti… mentre i pochi (s)fortunati che hanno capito “ciò che è giusto” alimentano il proprio ego in proporzione al sacrificio che sono disposti a fare per cambiare le cose. Qualcuno pianta un orto, partecipa a vari GAS, diventa vegetariano, installa un pannello solare, boicotta McDonald… la maggior parte si LAMENTA, manifesta il proprio disappunto organizzando bivacchi socialmente legittimati chiamati rispettivamente “sciopero”, “manifestazione”, “occupazione”… intraprende interessanti discussioni filosofiche con i propri simili per assecondare desideri di appartenenza ed emulazione, con la vaga convinzione di stare facendo la propria parte e la vacua giustificazione che “questo è il massimo che posso fare”. Intanto NON è disposto a sacrificare la propria libertà (di spostamento, prediligendo auto/moto a mezzi pubblici); di espressione (rimpolpando il guardaroba a seconda dell’umore); e così via. Evitare di mangiare da McDonald, non vuol dire “boicottare una multinazionale”: vuol dire fare bella figura con i propri amici sottraendo 5€ ad una compagnia che fattura miliardi sugli abitudinari.
Sia chiaro, IO, personalmente, ancora, non sto facendo niente di costruttivo in tal senso, se non cercare di crescere come individuo… per essere in grado di dare, in futuro, un apporto nella costruzione di una società migliore (prego notare come ANCHE IO cerchi di giustificare le mie azioni per placare la mia coscienza… cadendo vittima di razionalizzazione, dissonanze cognitive di vario tipo e divertenti bias di conferma).
Ma almeno non mi lamento, e credo VERAMENTE di essere nel migliore dei mondi possibili: considerando l’evoluzione umana nel suo complesso, siamo in piena adolescenza: guerre, povertà, inquinamento, sono tasselli importanti, nonché stadi fisiologici che siamo costretti ad affrontare per renderci conto tutti insieme dove, come, quanto stiamo sbagliando.

Comunque… sto divagando!


Auroville è un’ispirazione. Un buon inizio. Un “qualcosa” che, come un placebo, anche se non serve a nulla, almeno non fa male. Prima di arrivare avevo grandi aspettative, che naturalmente sono state deluse. Solo dopo una permanenza più lunga mi sono dovuto ricredere, apprezzando lo sforzo di questa gente che viene da tutto il mondo. Eroi. Non ho altre parole per definire il sacrificio di questa persone che stanno costruendo dal niente un sogno. Molti sono professionisti: ingegneri, architetti, ricercatori, insegnanti… non sono i classici figli dei fiori, sono alla ricerca di uno spazio dove esprimere liberamente le proprie idee, lontani dai vincoli burocratici ed economici dei loro paesi d’origine. Cercano di dirigere i propri sforzi in una direzione, un esperimento sociale senza alcuna certezza di successo. E’ veramente un esperimento. Provano, riprovano… la maggior parte di loro moriranno senza vedere questo sogno realizzato, contenti di essere stati pionieri di questo esempio per l’umanità. Ancora non ci siamo, ma intanto vanno avanti. Costruiscono, cercando di rimanere in armonia con la natura… energia solare, acqua piovana, una comunità sostenibile…
Quando sono arrivato qui mi sono ritrovato in una “foresta organizzata”… organizzata male! Una specie di campeggio gigante con strutture più o meno efficienti sparse intorno ad un tempio dorato. Solo più tardi mi sono reso conto che questo è solo uno dei tanti di passaggi intermedi necessari per costruire una città verde, integrata con la natura. Non è facile, ci vogliono soldi, manodopera, competenze, coordinazione… ma FORSE ce la possono fare. Se ne riparla tra qualche decina d’anni…


Riguardo la mia permanenza… la città è costellata di complessi per la ricezione turistica la cui qualità oscilla tra “capanne nel bosco” e “resort ayurvedico sulla spiaggia”. La clientela oscilla di conseguenza tra “punkabbestia che viaggia a piedi nudi” e “vecchina con l’alzeheimer che si fa massaggiare”. Ho optato per due soluzioni intermedie. Tutte le strutture sono comunque immerse nel verde, costruite nel rispetto delle più moderne esigenze energetiche, ad impatto zero, ed estremamente amichevoli.
Le prime notti ho potuto usufruire di acqua calda, stanza privata, lavanderia, bicicletta, colazione, pranzo e cena alla modica cifra di 9 euro al giorno. Ambiente decisamente interessante. Tutti gli ospiti hanno dimestichezza con la spiritualità, ma hanno approcci molto diversi tra loro. Qualcuno, naturalmente, è semplicemente pazzo.
E’ estremamente stimolante partecipare a discussioni sull’Universo Divino, visto attraverso gli occhi di persone di tutto il mondo, di tutte le età, professioni… ayurveda, biologia, meditazione, anima, yoga, coscienza, evoluzione, massaggi, religione… si fondono in conversazioni interminabili dove nessuno avrà mai ragione, ma tutti hanno argomentazioni “validissime”, letture consigliate, testi sacri, guru preferiti… io ascolto. A volte intervengo ma sono troppo razionale per raccogliere consensi. Gli altri “vedono”, “sentono”, “percepiscono”… io continuo a tessere una trama concettuale sempre più intricata (ma semplice e sintetica allo stesso tempo), aiutato anche dalla mia lenta introduzione al mondo della meditazione (quotidiana) e letture che sconfinano nel new age di pessima qualità… il mondo spirituale non ha confini ben definiti ma sto imparando a distinguere le puttanate dalla Verità Suprema. Almeno mi impegno!
La seconda sistemazione mi ha riportato un pò alla realtà… compagnia più giovane e spensierata, ancora legata ai piaceri materiali… qui le conversazioni sono più realistiche, molti stanno “cercando qualcosa”, ma molti altri stanno solo cazzeggiando, lamentano la scarsità di sostanze psicotrope e non hanno paura a sostenere che “questi ci sono RIMASTI!”. In effetti la città non offre tante attrazioni, a parte numerosi seminari o corsi. Qualcuno si annoia, qualcuno si sente a casa, qualcuno sperimenta.
Io ho approfondito la mia indagine interiore… il cammino ormai da tempo intrapreso verso una più profonda consapevolezza di me stesso e dell’universo e la costruzione di un Fanetti più evoluto ha subìto una decisa impennata… ma ne parlerò tra qualche settimana, quando uscirò dall’ashram in cui mi isolerò per una seduta intensiva di meditazione, yoga, ayurveda, studio, nel silenzio delle verdi montagne di Kodaikanal, e potrò trarre conclusioni più precise.
Il ritiro monastico mi farà bene, considerando che presto mi sposterò verso Goa, famosa per i rave al chiaro di luna sulla spiaggia, conditi da musica trance, droghe e promisquità sessuale.
Ancora una volta, si vedrà.
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4 pensieri su “Auroville

  1. “A Dio piace fare lo stupido a proposito; l'uomo lo fa a proposito e a sproposito. E' la sola differenza.” Sri Aurobindo
    L' Auroville è stata costruita secondo la sua visione del mondo! Son contento che tu ci sia stato. Un abbraccio,
    Eleutherio

  2. Ciao Fane, ho saputo solo oggi dell'esistenza del tuo blog. Me lo sono letto tutto d'un fiato. E ho concluso che:
    – ti stimo parecchio;
    – sei una delle persone più intelligenti che abbia mai conosciuto.
    Continua così.
    Bona:)

    Francesco Bargellini

    P.S. Però qualche raccontino trombarello manca,eh…

  3. in effetti non è partito, è andato a milano a fare un corso intensivo di photshop per incollarsi su foto con cammelli, in mezzo a città esotiche, far tornare le luci… figurati s'è partito.

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