Kashmir

Sono sul bus diretto verso Srinagar… e sono felice!

Non potrei chiedere di meglio. Ho un posto accanto al finestrino e un sedile reclinabile comodissimo (come sono cambiati i miei criteri di valutazione della “comodità”,,,) dove le ore stanno passando velocissime: la prospettiva di avere una destinazione quasi mi disturba,,, ho fatto amicizia con dei ragazzi indiani NON FASTIDIOSI che mi hanno passato la loro musica… risparmiandomi la fatica di cercare decine di brani casuali come avevo intenzione di fare per aggiornare la mia playlist e staccarmi un pò dalla radio.
Il paesaggio intorno a me sta lentamente cambiando, abbandonando i deserti sabbiosi e le brulle pianure in favore di alberi verdi che forse contribuiscono a rendere l’aria più pulita (a Delhi talvolta, a mezzogiorno, senza nuvole, si intravede a malapena il sole tra la foschia inquinata del cielo).
Incrociamo con una frequenza preoccupante incidenti stradali gravissimi, grovigli di lamiere e corpi dilaniati ai margini della strada. Qui non siamo in città, e la guida spericolata di questa gente ha conseguenze fatali. Mi sa che questa notte sarà l’arco temporale in cui sarò più vicino al reale pericolo in questo viaggio, e, per quanto possibile, cercherò di evitare le autostrade in futuro. Cerco di distogliere l’attenzione dall’immagine del mio computer che mi apre in due lo stomaco a causa di un potenziale (non improbabile) tamponamento/ribaltamento, ma l’autista non contribuisce alla mia tranquillità, inchiodando ogni poco e tagliando la strada ad impotenti macchine che finiscono fuori strada strombazzando ad ogni curva. Questo stile di guida è la norma… non capisco come possa essere permesso, viste le conseguenze. A parte questo… mi sono armato di tanta acqua, tante patatine, tanti libri, tanti film… e sono a posto, non ho bisogno di altro.
Sono passate quasi 24 ore e, naturalmente, siamo in ritardo. Francamente non mi scoccia, ma poichè gli altri passeggeri sono pazzi, l’autista viene continuamente incitato a sorpassare e ad accelerare. Questa gente deve essere convinta che qualche forza sovrannaturale li protegga, visto che, lasciata l’autostrada, il rischio di morte è ancora più alto. Piove, il terreno è scivoloso, accidentato, pieno di curve e rasentiamo burroni a velocità che dubitavo un pullman scassato potesse raggiungere. Il percorso è costellato di avvertimenti del governo (simpatici cartelli ogni 20 metri ricordano che “if you rush you crash”… ” don’t be silly in the hilly”… cliccate sul link e fatevi due risate). Come se non bastassero i cartelli, continuiamo ad incrociare sulla carreggiata pullman squartati e auto palesemente precipitate sulla strada da chissà dove. Ora capisco perchè “è fortemente  sconsigliata la via terrestre per il Kashmir”. Ci tengo a precisare che queste non sono carcasse abbandonate da mesi, ma incidenti freschi freschi, dove la gente è ancora impegnata a raccattare i cocci.
Penso che scrivere in pubblico non sia esattamente una buona idea, non vorrei essere scambiato per un giornalista. La presenza militare è sempre più marcata, E, viste le numerose “sparizioni”e rapimenti di occidentali, non vorrei dare un pretesto… naturalmente sono l’unico con la pelle chiara da ore e non passo certo inosservato.
(…)
Sono in questo posto da due giorni e, se non avessi deciso a priori di non dare libero sfogo alle emozioni negative, a questo punto avrei già smattato. La situazione è inaccettabile sotto ogni standard, ma, ancora una volta, trovo l’esperienza formativa, e INCREDIBILMENTE sono felice e soddisfatto. Mi era stata promessa una “sistemazione paradisiaca” sul lago, a bordo di una houseboat, cioè una barca arredata, completa di tutti i confort. Ancora una volta sono stato preparato da internet che ha precedentemente ridimensionato qualsiasi mia aspettativa, permettendomi di assorbire la frustrazione molto meglio. Arrivo al lago e vengono confermati gli avvertimenti di altri malcapitati: sono ostaggio di questa gente. Non ho modo di raggiungere la terraferma senza l’assistenza di una zattera. Sono quindi in balia della loro disponibilità e dei loro capricci.

La stanza è grande, pulita e ben arredata… ma “oggi non c’è corrente” nè acqua calda, il che si rivela un problema, visto che qua fa freddissimo e non c’è niente da fare. Mi ero fortunatamente rassegnato PRIMA di arrivare qui (per questo sono pieno di libri e di film) e faccio buon viso a cattivo gioco.

Incontro una coppia polacca, palesemente sconvolta dalla situazione. Sono qui da due giorni e mi spiegano disperati di aver speso una fortuna per un pacchetto organizzato comprato a Delhi che si è rivelato essere una truffa da tutti i punti di vista. Sono sinceramente divertito, e spiego loro che “siamo sulla stessa barca”… li invito a riderci sopra… ma hanno ragione. Ormai ho parlato con abbastanza turisti da rendermi conto che chiunque stia visitando l’India per la prima volta è stato, chi più, chi meno, truffato. Non tutti ne sono consapevoli, qualcuno ha addirittura speso migliaia di euro ed è soddisfatto. Io ormai mi sono rassegnato. Sarò un viaggiatore migliore il mese prossimo. Spero.
I proprietari della barca sono, naturalmente, stronzissimi. Spiegano che il trasporto a riva non è compreso nel prezzo. Io, tranquillissimo, dico loro che in tal caso passerò una settimana in camera a leggere, tanto la mia intenzione era rilassarmi e, visto che cena e colazione sono incluse (grazie DIO!), non ho bisogno di altro. Ci rimangono male in quanto ormai sono abituati a litigare con la gente e il mio comportamento li rende perplessi. Cercano di vendermi pacchetti-trekking, giri in barca, visite guidate… quando scoprono che ho già il biglietto aereo per abbandonare Srinagar quasi si mettono a piangere. (I polacchi naturalmente sono in trappola per sempre… ma non sono i soli: NESSUNO ha un biglietto per uscire dal Kashmir, tranne me. Benedico internet che mi ha avvisato del pericolo, ma non sarò tranquillo finchè non avrò raggiunto Mumbai…)
A differenza del turista medio, che a questo punto diventa aggressivo (peggiorando la propria situazione), io divento amichevole… anzi, stucchevole; loro si rassegnano e mi accompagnano a riva gratuitamente, così smetto di rompergli le palle tutto il giorno.
Facendo un giro per la città, naturalmente orribile, con posti di blocco ogni 100 metri, incontro una mia compagna di viaggio, Gabrielle, una tedesca 50enne conosciuta sul bus che mi prendeva per il culo per aver speso troppo. “Io ho speso la metà, e ho pagato solo al mio arrivo… si vede che ancora non sai viaggiare”. Ci scambiamo le esperienze… e scopro che lei ha l’acqua calda, l’elettricità e tre pasti. NON le voglio dare soddisfazione, ma, sinceramente mi scoccia un pò. Passiamo la giornata insieme accompagnati dalla sua guida personale, compresa nel prezzo, che ci propone vari pacchetti-trekking, giri in barca, visite guidate… (vi ricorda qualcosa?) Rifiutiamo gentilmente. Il nostro nuovo amico perde prontamente interesse in noi e ci abbandona al nostro destino.
Passo la giornata con la Tedesca, che mi spiega “come funziona il mondo”. La mia prima reazione sarebbe schiaffeggiarla, ma ascolto umile i suoi consigli, la ringrazio, e decidiamo di incontrarci il giorno seguente.
Il giorno dopo lei è sconvolta. Non c’è più acqua calda, nè elettricità, i suoi pasti sono decisamente peggiorati e la sua macchina fotografica “ha qualche problema”. A questo punto le spiego “come funziona il mondo”: se lei non acquista nessun pacchetto, i suoi ospiti non hanno alcun interesse nel trattarla con riguardo, quindi si può scordare tutti i confort con cui l’avevano illusa. Inoltre studio la sua macchina fotografica e mi rendo conto che, incredibilmente, NON è la sua, ma un’imitazione cinese che le è stata sostituita SULLA BARCA mentre era distratta (le hanno anche ripristinato le immagini quindi non se ne era accorta… un apparecchio da 800€ sostituito con un fermacarte che fa le foto a forma di Nikon). Ho goduto tantissimo.
Intanto io sono riuscito a fare amicizia con il mio proprietario, al quale ho “riparato il computer” (bastava premere ctrl+alt+canc), e adesso ceno insieme a tutta la famiglia… e, miracolosamente l’elettricità funziona di nuovo! Poichè i Polacchi sono scappati ho la casa tutta per me (i proprietari, saggiamente vivono su una barca adiacente dove la vita è più accettabile). La notte fa un pò freddino ma adesso ho una coperta elettrica. Ho a disposizione tutto l’appartamento, con salotto, sala pranzo, e libreria sufficientemente fornita per intrattenermi per una settimana.
Se ignoro la buccia e penso alla banana non è poi così male. Dopo tre settimane di caldo, polvere, smog, indiani fastidiosi ed insistenti… una settimana di relax, con pasti inclusi, nessuna scocciatura, un pò di fresco ed aria pulita. Il potere della mente. Rende la vita più facile. Anche oggi sono felice.
Oggi ho avuto modo di constatare di persona l’inefficienza e la corruzione della polizia locale. Ho molto volentieri accompagnato la mia amica a sporgere denuncia, prevedendo un’interessante giornata. Gli agenti sono stati gentili e disponibili, ma, naturalmente, totalmente inutili. La situazione ha sfiorato la comicità più volte:
“Forse  ha comprato una copia, ma non se ne è mai accorta…”
“Come fa ad essere sicura che questa è una copia?”
“Se questa macchina funziona, qual’è il problema?”
“Chi, di preciso, le ha rubato la macchina fotografica, e adesso dove è?”
“Perchè dovrebbe essere colpa del proprietario? Lei deve stare attenta alle sue cose!”
“Perchè spende così tanti soldi per una macchina fotografica?”
“Se vuole sporgere denuncia, non può lasciare l’India fino alla fine del processo (qualche mese/anno)”
…e così via…  abbiamo girato numerosi uffici, con l’unico risultato di essere infamati per le nostre pretese… evidentemente, secondo loro, solo un idiota:
1) si compra una macchina fotografica costosissima
2) viaggia per il mondo
3) si fida a lasciare le cose su una barca dove a bordo c’è SOLO la famiglia del proprietario
4) non ha prove dell’acquisto fatto 3 anni fa
5) si rivolge alla polizia
6) spera di riavere i soldi/ il maltolto
Io mi sono molto divertito, Gabrielle un pò meno. Anzi, era proprio incazzata. Benvenuta in India.
(…)
I giorni stanno passando, rapidi. Presto sarò, presumibilmente, a Mumbai. Mi sono rapidamente abituato all’impossibilità di lavarmi, ed il freddo non è più un problema eccessivo. Sto imparando l'”arte del perdono”, esercitandola costantemente grazie all’assistenza dei miei pessimi ospiti. Sono palesemente un fastidio per loro e hanno smesso di considerarmi come un essere umano. La loro apparente amicizia è stato solo un flebile tentativo di riacquistare una parvenza di credibilità, sperando in qualche mancia o favore… adesso vengo semplicemente ignorato. L’attesa media per la colazione (che adesso consiste in the e una fetta di pane) oscilla tra le 2 e 3 ore. Per quanto riguarda la cena posso, fortunatamente, fare affidamento sul fatto che anche loro devono cenare. Ma l’orario è casuale: dipende dal ritorno del primogenito, senza il quale non si mangia. Lui ha la mia età ed è viziatissimo (viene imboccato dalla madre mentre smanetta al computer); torna quando gli pare. Io mi piazzo in cucina verso le 18:00 e aspetto gli eventi. Intanto leggo o guardo la tv. Ormai evito totalmente di andare in città… l’ultima volta ho dovuto attendere un’ora sulla sponda del lago aspettando che mi venissero a prendere, inoltre le esplosioni NON sono rare (sembra che i Pakistani lancino granate dalle macchine in corsa ai militari…) e non vedo motivo di rischiare inutilmente la vita. Ogni tanto arriva qualche turista, che, in ordine, manifesta le seguenti emozioni: perplessità, incredulità, rabbia, sconforto. Infine la gente scappa, perdendo i soldi. Tutti quanti sono passati attraverso qualche agenzia, e mi consola vedere anche degli Indiani… o famiglie con bambini. Inaccettabile. Forse non sono così stupido, vista la diffusione della truffa. (In effetti, stiamo parlando di un’agenzia viaggi su una strada principale, con numerosi dipendenti, contratti, ricevute… non sono proprio sprovveduto!)
(…)
Oggi ho cambiato sistemazione. Non sono sicuro del motivo, ma sono stato trasferito “perchè arrivano dei nostri amici e la houseboat serve a loro”. Credo che invece dipenda dal fatto che sono troppo loquace e che, esponendo la VERA situazione ad ogni nuovo arrivato, la gente se ne va SUBITO (senza avere il tempo di acquistare eventuali pacchetti, immagino).
La mia nuova dimora è bellissima! Sono in una vera casa (amici loro, immagino…), con una vera famiglia, che mi ha accolto veramente come un ospite! Ormai ho imparato a mantenere il beneficio del dubbio, ma, intanto, ho potuto fare una doccia calda, lavare i miei vestiti, partecipare alle vita familiare e chiacchierare con nonni, bambini, servitù… passo il tempo in giardino o in soggiorno, leggo, scrivo, faccio conversazione, mangio, bevo the, aiuto in cucina… insomma mi sento a casa. Il mio letto è composto da… coperte impilate; molto versatile: posso scegliere tra calore e morbidezza a seconda dello strato in cui mi corico. Sono per terra, ma questo è l’ultimo dei problemi visto che qua sono TUTTI per terra, sempre, per mangiare, cucinare, guardare la tv. Ormai, in effetti, il pavimento mi sembra l’ambiente più naturale dove svolgere qualsiasi compito… mi viene quasi da chiedermi a cosa servano le sedie…
Qua mi trovo benissimo, e mi chiedo cosa ho fatto per meritarmi questa casa. Il capofamiglia conosce Couchsurfing, ma la sua inettitudine informatica e l’assenza di internet a casa non gli hanno mai permesso di creare un profilo. L’ho aiutato, dal suo ufficio, scoprendo che, usando l’account Facebook bastano 13 secondi. Ho passato la giornata con lui, prima a lavoro, poi con i suoi amici, poi con la famiglia. Finalmente, a cena, vengo servito per primo (non che sia una mia particolare esigenza, ma conoscendo le tradizioni, capisco di non essere gradito quando non succede) e tutti mi trattano con gentilezza. E’ una grande famiglia felice e tutti sono contenti di condividere una fetta della loro vita. Voglio anch’io un mega soggiorno senza mobili dove persone di tutte le età convivono e si divertono… qualcuno dorme, qualcuno canta, qualcuno prega, qualcuno fuma, le bambine ballano, i bambini studiano, le donne preparano la cena, gli uomini bevono the… non vorrei essere ripetitivo, ma sono proprio felice!
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