Prime crisi esistenziali

Mi trovo costretto a far fronte alle prime, fisiologiche, cadute di umore. Sono ormai due settimane che ho lasciato Firenze e, dipanatosi l’entusiasmo iniziale le difficoltà si fanno sentire. E’ giusto rendere conto dei miei disagi come monito per il futuro nel caso mi voglia nuovamente imbarcare in un’avventura del genere… fallo! Ne vale la pena! Ma ricordati che non è facile, sopratutto all’inizio, sopratutto da solo. Mi è stato detto che il tempo medio di adattamento per un’esperienza del genere è, molto approssimativamente, tre settimane. Mh, si vedrà. Intanto traggo le prime considerazioni in merito alle mie sensazioni ed emozioni per futura referenza.

Spostarsi da solo comporta infiniti vantaggi, e continuo a pensare che sia stata la scelta giusta. Tuttavia, l’equilibrio mentale viene messo a dura prova… la mancanza di punti di riferimento, l’impossibilità di confrontarsi con propri simili, nonché la totale responsabilità delle proprie azioni sono macigni più grandi di quanto possa sembrare, e più volte mi trovo a riconsiderare le motivazioni che mi hanno portato ad intraprendere questa avventura. Mi aspettavo da parte del mio cervello reazioni di questo tipo dunque non prendo neanche lontanamente in considerazione l’idea di tornare a casa, ma è divertente partecipare alle discussioni dentro la mia testa. Divago… mi chiedo come possa il turista medio sopravvivere in un posto del genere, poi mi rendo conto che il turista medio ha un budget sufficientemente elevato da permettersi di venire insieme alla famiglia con autista-guida al seguito, il che rende l’India una destinazione come un’altra, anche se decisamente più colorata e pittoresca rispetto alle capitali europee. Mi aspettavo di trovare più giovani… ma evidentemente la gente normale è a studiare, giustamente. Maledetti! Perchè non posso avere anch’io una vita normale?!? L’insoddisfazione è una maledizione moderna e prettamente occidentale che mi trascino dietro, complice la mia arroganza nel pensare che “ci dev’essere qualcos’altro”. In effetti c’è. Se valga la pena svelare le pieghe segrete dell’esistenza, della vita, del mondo e della natura, questo, onestamente, ancora non lo so. Continuo ad invidiare l’ingenua serenità dei bambini, degli animali, dei religiosi, dei poveri, degli Indiani, ma non posso fare a meno di disprezzare questa visione limitata, miope, superficiale… non so.
Devo trovare un compromesso sano e filosoficamente accettabile.
Perchè sono qui? Sono arrivato alla conclusione che la mia ricerca di sicurezza e stabilità mi abbia trascinato in una direzione diametralmente opposta per insegnarmi ed essere pronto a qualsiasi eventualità. L’educazione alla vita passa attraverso numerosi ostacoli: questo è un corso intensivo ed accelerato, e mi sembra stia funzionando. Voglio costruire la mia personalità lavorando sulle mie esperienze. Chissà cosa ne verrà fuori. Intanto smetto di fumare. Per davvero. Mi sembra di non avere più bisogno di questa stampella per intrattenere rapporti sociali. Naturalmente SO che non è vero, ma scriverlo sul blog segna l’irrevocabilità di questa decisione. Mi rendo conto della mancanza di credibilità di questa dichiarazione visti i precedenti, ma stavolta voglio fare sul serio (prego, limitare infamate, accolti incoraggiamenti). Si vedrà anche questo.
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