Continuo a vagare per il Rajasthan

Il mio treno per la “città azzurra” partiva alle 23:30, ho quindi passato il mio ultimo giorno a Jaisalmer con il personale dell’hotel, che, nel complesso, si è rivelato un ottimo compagno di conversazione. Non comprendo perchè la gente sia ossessionata dal conoscere l’India “autentica”… non capisco bene a cosa si riferiscano, visto che non c’è certo bisogno di parlare con un pizzaiolo o un contadino sardo per conoscere l’Italia autentica!

Comunque. Questi ragazzi vivono tutti qui, chi sulla terrazza, chi davanti all’hotel, chi nel seminterrato. Le loro aspettative per il futuro sono strettamente collegate alla famiglia di provenienza. La maggior parte rispecchia gli stereotipi a cui siamo abituati: famiglie numerose, matrimoni combinati, stesso lavoro da quando imparano a camminare a quando non possono più camminare. In realtà è molto meglio di quanto possa sembrare, in quanto non esistono pretese o speranze che possano mai essere disilluse. Un posto per tutti e ognuno al suo posto direbbe l’Ikea. Ed in effetti è così. La veloce capillarizzazione di internet traspare dalle competenze tecnologiche di un cammelliere, un contadino, chiunque. Riconoscono un Galaxy 2S e mi chiedono di quale generazione sia il mio Mac. Apprezzano le lenti polarizzate ma mi chiedono di regalargli le penne. Mancano i soldi, e la possibilità di poter disporre del proprio denaro (va tutto in famiglia), ma la digitalizzazione di questa gente è già superiore all’Italiano medio adulto. E’ incredibile. Ma nessuno è “invidioso”. Sanno benissimo che il loro lavoro verrà ricompensato, e che tutti beneficeranno dell’avanzata tecnologica; loro sono saliti sul treno per tempo… stanno in terza classe, magari sul tetto, ma almeno vanno da qualche parte. Noi siamo sulla panchina della stazione a lamentarci che non funzionano i tabelloni. Boh.

Ho fatto amicizia con tutto il personale, ognuno aveva una fetta di vita da raccontarmi, e piano piano il quadro mi si fa sempre più chiaro. Il cuoco dell’hotel mi ha dato lezioni di cucina, il manager mi ha proposto una società, etc etc. Ottima giornata. Vengo infine portato alla stazione (mi fanno guidare il tuc tuc, con mia somma preoccupazione e loro somma ilarità), dove il treno che mi aspetta è della stessa foggia del primo. pulito, spazioso, freddissimo. Viaggio tranquillo ed arrivo a Jodhpur alle 6:00 Raggiungo l’hotel, che ancora una volta è più che decente. Adesso faccio un giro, poi aggiornerò con foto e commenti.

Anche questo posto è favoloso! Ma mi fa fatica scrivere quindi se ve ne frega qualcosa cercatevelo su internet.

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Un pensiero su “Continuo a vagare per il Rajasthan

  1. “[Gli indiani] sono saliti sul treno per tempo… stanno in terza classe, magari sul tetto, ma almeno vanno da qualche parte. Noi siamo sulla panchina della stazione a lamentarci che non funzionano i tabelloni. Boh.” Grande Fane!

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