Camel safari!

Mi viene sempre da ridere al pensiero di come i turisti siano disposti a spendere dei soldi per attività insulse quali fingere di guidare una barca a vela, dormire in ricostruzioni di capanne sami in Svezia, o stare un’oretta su un cammello. Mi vengono in mente i bambini sulle macchinine col gettone, che oscillano a tempo di musichette da ascensore… Naturalmente io faccio parte di questa categoria di persone, che, suo malgrado, apprezza questo genere di escursioni nonostante l’artificiosità di fondo che domina queste attività tradizionali. E poi il cammello era compreso nel prezzo. Quindi, zaino in spalla e  acqua in abbondanza, vengo portato nel bel mezzo del niente. Il mio cammello si chiama Johnny Walker, ed è stato il mio primo incontro ravvicinato con questa specie di cavallo ritardato. Questi animali, che sui pacchetti di sigarette hanno un’andatura sinuosa e fiera, dal vivo hanno un’espressione ebete che ispira poca fiducia: essere in balia di questa bestia ad un’altezza di due metri da terra non è confortante, ma rende l’idea di cosa si possa provare a cavalcare..  Adesso capisco perchè la gente si infogna con i cavalli… una volta abituatisi all’andatura traballante e irregolare, muoversi in cammello è piacevole. Immagino che un cavallo dia MOLTA più soddisfazione ma… chissene! Sto fumando una canna su un cammello nel deserto! E’ una ficata!

Alì ride perchè vede che ho preso confidenza… “now you take rope!”; mi dà fiducioso la corda con cui teneva al guinzaglio questa bestia di merda… subito, senza controllo, Johnny Walker inizia a correre eccitato. NON è una bella sensazione, soprattutto vedere la preoccupazione negli occhi della guida, che ci insegue urlando improperi. Riesco miracolosamente a non cadere finchè non veniamo raggiunti da Alì che dice “better I drive”. Scopro poi che questo è il modo preferito dei turisti di lussarsi le spalle. Arrivo malgrado tutto incolume al campo, dove mi viene preparata un’ottima cena. Niente posate, nè possibilità di lavarsi le mani, quindi prevedo presto qualche conseguenza intestinale, vista anche la qualità dell’acqua usata per cucinare… che non era proprio limpida (vabbè, era marrone scura con la schiuma, ma che ci vuoi fare…) Ancora una volta mi trovo impotente di fronte alle circostanze, mi rendo anche conto che sono da solo, nel deserto, con un cellulare che costa quanto due anni di stipendio dell’unica persona responsabile per me. Da quello che ho capito “nessun” indiano sarebbe mai capace di fare un’azione veramente pessima, per non influire sulla prossima vita… devono continuare la scalata, quindi cercano di vivere al meglio la propria esistenza seguendo dei minimi principi che CREDO li prevengano dallo sporcarsi il karma con un turista simpatico (?) senza motivo. Ma non saprei dire, tantopiù che la mia guida è musulmana. Alì è fortunatamente poco loquace (una rarità per un indiano così giovane), e lascia che mi perda con la mente tra le dune, mentre mi rilasso.




Il deserto è veramente lo scialo! La sabbia cambia colore e le ombre si stirano sempre di più mentre tramonta il sole, tramonta la luna, e gli astri si svelano, regalandomi anche un paio di stelle cadenti. Mi addormento soddisfatto, dopo un’interessante conversazione sulla vita del mio nuovo amico. Ha 22 anni e tre figli, di due, cinque e sette anni. Non è andato a scuola perchè la famiglia non può permettersela (sono nove fratelli e sorelle) e tutto quello che guadagna (30 € al mese) va ai genitori, quindi non può risparmiare. Mi propone di comprare un cammello dal suo capo ed entrare in società. Mi sta palesemente truffando ma considero seriamente l’offerta, visto che il prezzo di un cammello, dice, è circa 300€, senza costi di gestione: il cammello beve da una pozza, mangia cespugli e dorme. Si vedrà. Sto racimolando proposte di tutti i tipi, alloggi di ogni foggia, quando sarò pronto avrò tante opzioni tra cui scegliere… chi mi impedisce di fare il cammelliere per un paio di mesi?  O il procacciatore di turisti?

Domani parto di nuovo, quindi oggi mi aspetta il bucato, il bagaglio, e un pò di relax. Stasera cercherò di fare quattro chiacchere con qualche coetaneo europeo, se riesco a trovarne. Ancora non sono riuscito ad avere una conversazione “normale”, e dopo un pò sento il bisogno di lasciar andare il cervello. Il mio inconscio non si è ancora rassegnato ad abbandonare lo stato d’allerta, evidentemente coglie il pericolo nell’aria, quindi non mi trovo mai completamente a mio agio. Male che vada mi guardo un filmino.
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2 pensieri su “Camel safari!

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