Me ne vado. Di nuovo

Sono partito. Ancora.
Cosa mi aspetta domani? Non lo so: a volte non sai dove stai andando. E in effetti non ne ho idea. Ma neanche ci tengo troppo a saperlo… a volte sbocciano situazioni che non immagini come si possano sviluppare, cariche di energia potenziale. È questa indeterminatezza che conferisce un tocco di poesia alla vita. Quel mix di mistero ed aspettativa, curiosità e preoccupazione.
A volte è solo un momento, come quando finisce la musica in macchina e speri che dalle casse parta una canzone decente. Altre volte è qualcosa di più, come il periodo in cui una storia d’amore muove i primi passi incerti, quando ancora non sai se porterà da qualche parte. Oppure questo istante: mi trovo su un aereo senza biglietto di ritorno, guardo dal finestrino e immagino cosa mi stia riservando il futuro… senza immaginare troppo, onde evitare fisiologiche delusioni. Diciamo che sogno ad occhi aperti senza troppa convinzione, cullandomi in fantasie da dormiveglia mentre aspetto il dipanarsi degli eventi… ma che sto scrivendo?!? Fabio Volo, esci dal mio corpo, e lasciami esporre le cose in modo normale.
Sto andando a Bangkok a trovare Lapo che è ormai partito da mesi e mesi. Mi è sembrato un ottimo pretesto per fuggire dal caldo torrido di Firenze. Presumibilmente dovremmo vagabondare insieme verso mete ignote, ma fare previsioni mi risulta alquanto difficile poiché non so neanche dove dormirò tra due giorni. Ma intanto ci vediamo dopo tanto tempo e questa è già una buona cosa. Ora mi collasso un paio d’ore tra le poltroncine dell’aeroporto di Amman e aspetto il prossimo volo. Buona notte mondo.
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