Full Moon Party


Ho lasciato Phuket, dove ho capito perchè la Thailandia è famosa per il turismo sessuale. Naturalmente la prostituzione è presente a macchie in zone dedicate, come ovunque nel mondo, ma a Patong è diverso. La reputazione di questo posto è ben giustificata, in quanto la città pullula di go-go bar nei quali decine di ragazze offrono allegramente la propria compagnia. Il marciapiede è una passerella per decine di ragazze sorridenti e svestite, ogni locale sfoggia lap dancers seminude all’esterno, sui banconi, sulla pista da ballo. Pali ovunque con ragazze che si dimenano. Ho conosciuto dei camionisti (!) italiani in vacanza e ho partecipato ai loro raid notturni con disinteressato ma curioso entusiasmo, e ho conosciuto un altro mondo: vecchietti che salgono sui tavoli e lanciano banconote sulla folla delirante. Panzoni circondati da fanciulle che sembrano le nipotine. Insomma ho reso l’idea.
 











(…)

Sono a Koh Panghan, capitale mondiale delle feste. Ormai ho avuto NUMEROSE occasioni di partecipare a feste sulla spiaggia, ma, devo ammettere: non c’è paragone. Questo posto è un delirio. Per davvero. Ibiza, Mykonos, Goa, isole, discoteche, club, festival vari… impallidiscono. QUI si radunano decine di migliaia di persone a salutare la luna piena. Naturalmente ogni pretesto è buono in quanto non mancano, oltre ai full-moon-party: black-moon, half-moon, shiva-moon, pool-party, jungle-party, waterfall-party… per dire quelli più importanti. I pochi giorni che avanzano all’interno del mese sono riempiti da after-party, pre-party, original party. L’INTERA isola è dedicata a stimolare sensorialmente il mal(ben?)capitato turista. L’illuminazione è SOLO ultravioletta, led, stroboscopica, psichedelica; i negozi vendono SOLO vernice fosforescente, articoli di giocoleria fosforescente, vestiti fosforescenti, gadget fosforescenti. La strada è un dipinto colorato di persone che brillano di luce propria, un carnevale guizzante di contrasti sulla pelle nuda delle persone che barcollano instabili con sguardi spiritati. Un incredibile quantità di cliniche e mini-ospedali recupera la gente che si fa male/sviene/fa incidenti/affoga nel mare. NON sono pochi. Qualcuno muore trascinato dalla corrente. Altri non si rialzano più. Ci sono zone dedicate “a chi non ce la fa”: parchi giochi sicuri dove chi non si regge più in piedi viene trascinato per evitare di farsi troppo male. Le occasioni per farsi male abbondano: sopratutto gente ustionata. Limbo infuocato, salto della corda infuocato, carboni ardenti, muri di fuoco. Le fiamme sono la seconda fonte di illuminazione disponibile e le bolas disegnano cerchi luminosi nelle mani esperte di professionisti delle feste. 


Questi esemplari si riconoscono dalla meticolosità con cui partecipano a raduni in tutto il mondo. Si svegliano alle 4 del pomeriggio, hanno sacche impermeabili, sono sempre a piedi nudi, dedicano il pomeriggio a tracciare intricati motivi colorati sul corpo che saranno il proprio abito per la notte, si allenano a roteare qualsiasi oggetto che si possa infiammare… insomma, niente di originale, ma loro trasudano una competenza che non avevo mai visto… e sono TANTI. Non avevo mai visto un simile assortimento di personaggi e, sinceramente rimpiango di essere “cresciuto”. Avessi scoperto questo posto anni fa probabilmente non l’avrei mai abbandonato. Adesso mi sento fuori posto: passeggio la mattina tra le strade deserte che prendono vita solo nel pomeriggio inoltrato. Anche nell’ostello la colazione viene servita solo dopo le 11:00, ma a mezzogiorno ancora non si vede nessuno. Andare a letto prima dell’alba è inaccettabile. La sobrietà è guardata con sospetto. Chiunque non ostenti frivola stupidità viene emarginato. Di conseguenza mi adeguo, nei limiti dell’accettabile, e mi lascio andare ai festeggiamenti sfrenati. Ho esportato il gioco del cappello con ottimi risultati!


“Fuck my bucket!”

Il cocktail tipico del posto è il “bucket” (secchio): vendono secchielli con bottiglietta di whisky/rum/gin/vodka e coca/redbull da mixare a piacimento nel contenitore. Qualsiasi tipo di droga è facilmente accessibile, infatti una parte consistente di persone c’è rimasta. Un’ottima occasione per i poliziotti corrotti che, vagando in borghese, portano via decine di ragazzi i quali vengono rilasciati sotto pagamento di cospicue mazzette. Le carceri tailandesi sono così piene di turisti che nelle prigioni vengono organizzati eventi calcistici internazionali. Si divertono anche lì…!

(…)


Mi sento lievemente nostalgico perchè sento che questa vita non mi appartiene più… e mi rendo conto che questa potrebbe essere l’ultima volta che partecipo a questi deliri collettivi. Sono anche vagamente invidioso. Non riesco a divertirmi quanto loro. Trovo questa forma d’intrattenimento incompleta ed immatura. Mio malgrado. Ho trovato l’ennesima, definitiva conferma che la mia adolescenza è sfumata, giustamente (sarebbe anche l’ora…!), e la mia strada è un’altra. Non per tutti è così, vedo padri di famiglia(e) con figli al seguito, hippy sfioriti, DJ internazionali, professionisti del divertimento che mantengono invariato per anni questo stile di vita, ma ormai ho intrapreso una direzione diversa. Peccato. Ho trovato decisamente più complicità nella città spirituale di Auroville, nell’ashram, o nei templi buddhisti. Ho scambiato conversazioni più interessanti con monaci o attempati viaggiatori che si complimentano per le discussioni filosofiche che intraprendiamo. Ma c’è un tempo e un posto per tutto… finchè sono qui me la sbazzo!
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