Singapore


Questo posto è INCREDIBILE. Stiamo parlando di un’isola/città/stato, che in meno di 50 anni è riuscita ad incarnare il paradiso urbanistico che fluttuava vago nelle mie fantasie PRIMA di toccare con mano la grandiosità di questa metropoli. Non ho parole per descrivere l’efficienza dei mezzi di trasporto: ogni mese vengono aggiunte nuove stazioni, linee della metro, migliorie ed innovazioni… la carta-trasporti-con-chip-prepagata è valida anche per fare acquisti NORMALI. Si può pagare/ritirare dal bancomat con il cellulare. SMS gratis. WiFi gratis. Ci sono scale mobili all’aperto, nei parchi… i “parchi” sono la FORESTA PLUVIALE… e giungle pavimentate, collegate tra di loro con ponti sospesi dall’architettura futuristica che sovrastano superstrade a cinque corsie prive di traffico. E i grattacieli… OMG.

Hanno giardini pensili, piscine sospese, terrazze paradisiache. Musei gratuiti, pulizia, ordine, efficienza estetica, integrazione perfetta con natura SENZA zanzare (programma-prevenzione-malaria) o insetti molesti… non siamo in Asia, siamo nel futuro. La popolazione è composta praticamente solo da immigrati, la lingua ufficiale è l’inglese, la cucina tipica non esiste. In compenso si può trovare qualsiasi improbabile fusion di sapori, ed ormai mi sono rassegnato: colazione, pranzo, cena, non esistono. Accompagnare un cappuccino ad una zuppa di pesce è normale, un frullato con una pizza, fagioli nel gelato, frutta nella pasta. Ed è tutto BUONISSIMO! Naturalmente i puristi storcono il naso, e l’Asia in generale non è il paradiso degli snob. Scopro di essere una perla rara, dai gusti fin troppo accomodanti (evidentemente… a me sembra normale che viaggiando ci si debba adattare, ma la maggior parte non sembra essere dello stesso parere).

 Sto imparando moltissimo viaggiando, ma altrettanto dai viaggiatori stessi, che hanno gli approcci più disparati: la personalità si rispecchia nel modo in cui affrontano la temperatura, la cucina, le spese, le attività culturali e non… io mi aggrego a vari gruppi/persone, curioso di vedere come passano il tempo, e ogni volta mi stupisco. Pochi sono altrettanto efficienti nello spostarsi (tutti con smartphone/tablet, nessuno con una SIM…, ma PERCHE’?!?), molti esitano nel chiedere informazioni o provare cose nuove, e TUTTI, indiscriminatamente dispongono di qualche chilo di Lonely Planet… che goffamente consultano agli angoli delle strade. Sto generalizzando, naturalmente, ma, a questo punto, penso di avere sufficienti dati statistici per giudicare… ma mi asterrò!

Naturalmente Singapore è relativamente cara, ma è un ottimo posto per prendere dimestichezza con sapori/colori/etnie diverse senza sbilanciarsi troppo. Acqua potabile, bagni pubblici, nessun rompipalle. Non c’è caos, nè affollamento, nè criminalità: in compenso TUTTO è illegale, gomme da masticare comprese (sporcano), pena di morte per spaccio di droga, e la FUSTIGAZIONE è una punizione comune… anche da parte dei genitori per i figli disobbedienti.

L’ultimo dell’anno è stato accolto in compagnia di CS casuali. Molti erano sorpresi di scoprire che non vivevo lì. Come a KL, la maggior parte usa il sito per socializzare, creare eventi, e solo una minima parte ospita. Ma, del resto, questa gente è tutta importata da qualche altra parte! I fuochi artificiali sono stati (naturalmente) i più sfarzosi che abbia mai visto, ma sono stato molto più impressionato dal “crowd management” che ha permesso a molte DECINE di migliaia di persone (sbronze nel cuore ma sobrie nell’atteggiamento?!?) di spostarsi agevolmente senza spargimento di sangue. Fiumi di individui ordinati in file composte si spostano obbedienti, guidati da decine di cortesi poliziotti che offrono bottigliette d’acqua e augurano buon anno…

Nel complesso Singapore è bellissima, ma priva di personalità, come è giusto da un paese che è la quintessenza della globalizzazione. Molti naturalmente contestano l’alienazione, conseguenza naturale di una popolazione di individui che vive in alveari… colorati, spaziosi, luminosi, efficienti… ma pur sempre alveari. Milioni di persone stipate in verticale, in edifici dall’architettura improbabile che si perdono in tutte le direzioni, intervallati da spazi verdi e pittoreschi residui coloniali dall’aspetto classico e armonioso…

Il mio ospite giapponese è un CS professionista. Ha ospitato 800 persone, ha visitato oltre 100 nazioni, possiede praticamente l’intera collezione Lonely Planet e lavora nel mondo del turismo quindi… mi ha fornito di pass gratuiti per qualsiasi cosa, facendomi risparmiare decine di dollari (beh, non proprio, avrei fatto sicuramente a meno di spendere 20 dollari per l’hop on-off bus… ma se è gratis è un ottimo modo per spostarsi tra un luogo d’interesse e l’altro…). Domani, se ho tempo, faccio un salto agli Universal Studios Singapore…! Dipende da cosa vuol fare il mio prossimo ospite, un architetto/cuoco/artista… mah. Si vedrà.

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