Sono poco sorpreso del fatto che a furia di procrastinare sono passati due mesi e non mi ricordo più niente. Meno male che c’è il blog di Juliette, che immancabilmente menziono in ogni post così non faccio la fatica di cercarlo quando mi serve.
La Georgia non è male. Certo, a forza di leggere quanto fosse sottovalutata, considerata “Europe’s hidden gem”, “World’s best kept secret”, avevo delle aspettative fuori scala.
Si mangia bene, quello sì. Quando si supera l’impatto con l’abuso di formaggio in ogni forma e si va oltre i khachapuri (pani formaggiosi di tutte le foggie, forme e dimensioni) e khinkali (ravioli giganti di cui si succhia l’interno) che vengono venduti ogni tre metri è possibile scoprire un mondo di piatti, zuppe, e accostamenti particolari che mi mancheranno per la loro unicità.
Come sempre sterile lista promemoria:
Khachapuri (pane formaggioso)
Khinkali (ravioli giganti)
Mchadi (pane mais)
Lobio (fagioli nel coccio)
Pkhali (antipasti / palle verdi spinaci e melograno)
Tashmjabi puree con formaggio
Elarji polenta con formaggio
Ghomi porridge con formaggio
Nigvziani Badrijani (melanzane con noci)
Ajapsandali (tipo ratatouille)
Satsivi (pollo salsa noci e aglio)
Churchkhela (salsicce dolci noci e frutta)
Tklapi (sfoglie di frutta)
Gebjalia (formaggio nello yogurt)
Kharcho zuppa manzo e riso
Chkmeruli
Sinori
Ostri beef stew
Chakapuli dragoncello brombolo
Chikhirtma zuppa senza verdura con lemon curd e pollo
Kuchmachi (fegato cuore ecc)
Ajika salsa piccante
BEVANDE
Lagidze Waters
Tarkhuna (drink)
Borjoni water
Chacha
Georgian wine













Tra le robe degne di nota: l’ospitalità georgiana (“a guest is a gift from God”) che ti obbliga ad alcolizzarti a qualsiasi ora del giorno e ingozzarti di cibo non richiesto.
CITTÀ VISITATE
Batumi
Kutaisi
Tskaltubo
Mestia
Zugdidi
Tblisi
Akhaltsikhe
Vardzia











